martedì 1 maggio 2007

1° Maggio: festa partitica o apartitica?

Nel marasma politico del primo Maggio a cui ormai siamo abituati, una domanda viene alla mente: è o no questa "festa" di natura politica o può trascendere da ogni partitica rivendicazione?
Forse la maggioranza della popolazione ricomprende questa ricorrenza del calendario come una manifestazione degli ideali del centro-sinistra, proponendo l'equazione sindacati=sinistra e conseguentemente sinistra=lavoratori, contrapposto al binomio destra=imprenditori.
Ci si chiede allora il perchè di questa contrapposizione che non solo appare forzata nei modi, ma così ostentata da risultare patetica e insignificante. Si, perchè sfido a ricomprendere tutti gli imprenditori nello schieramento del centro-destra, e tutti i lavoratori nel centro-sinistra.
E allora perchè non creare una "festa di tutti", dove tutti possano sentirsi rapprensentati e protagonisti, perchè continuare sulla strada della contrapposizione a tutti i costi?
Questo distacco è certamente l'opera, consapevolmente creata e nutrita, dei partiti che non perdono occasione per "fare campagna elettorale", per rivendicare la natura partitica di eventi che certo dovrebbero essere popolari ma che per questi faziosismi finiscono per essere "sentiti" solo da una parte dei cittadini, contrapponendosi a tutti coloro che nel centro-sinistra non si riconoscono.
E allora mettiamo la parola fine al primo Maggio come espressione della giornata dell' "orgoglio della sinistra", e allarghiamo la sua accezione a festa comune e inscindibile di tutti i cittadini italiani, indipendentemente dalla collocazione partitica e da sterili e inutili faziosismi.
Utopia? Forse, ma io continuo a crederci.

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