giovedì 3 maggio 2007

Gli stipendi dei politici e la crisi economica

Prendendo spunto dalla puntata di ieri sera del programma di canale5 Matrix condotto dall’ex direttore del Tg5 Enrico Mentana, vorrei riflettere sui costi della politica italiana.
Appena 1 anno fa, quando Prodi vinse le elezioni e Padoa Schioppa fu nominato Ministro dell’Economia, subito si avvertì la necessità da parte del Ministro di risanare i conti pubblici italiani, totalmente devastati, così come ci chiedeva anche l’Unione Europea.
Si chiese uno sforzo al popolo italiano tutto, e l’aumento della pressione fiscale introdotto fu giustificato proprio dalla necessità di questo risanamento economico.
A fronte di questa situazione, ieri osservando la puntata del programma di Mentana, ho notato un netto stridere con i costi della politica italiana, assolutamente abnormi e fuori da ogni logica: ad esempio è stato detto che i parlamentari italiani guadagnano più del doppio dei colleghi francesi e tedeschi, addirittura fino al 2000% in più dei “poveri” deputati polacchi (144.000 euro di quelli italiani contro appena 7.370 dei polacchi all’anno)!
Se queste cifre assurde sono condannate dalla stragrande maggioranza della popolazione (secondo l’inchiesta della Swg, l’87% della popolazione italiana ritiene che i politici siano sovrapagati, e solo il 13% ritiene invece adeguati i loro stipendi, percentuale che scende appena al 7% nella fascia d’eta 18-24 anni), anche l’UE sta prendendo di petto la questione, ed ha promesso tra il 2007 e il 2008 il livellamento degli stipendi degli europarlamentari di tutti i Paesi membri dell’Unione Europea.
Ma non basta: quando finalmente saranno ridotti i compensi a livello europeo dei politici nostrani, cosa accadrà per quanto riguarda i deputati di Camera e Senato?
Probabilmente nulla, tutto rimarrà com’è adesso.
Si comprende allora che se un passo è stato fatto, questo non è che il primo di una lunga serie…
Da qui voglio ricollegarmi a quel che dicevo in apertura: i costi della politica, enormi ed esagerati rispetto a tutti gli altri Paesi europei, sono in evidente contrapposizione con la situazione precaria che l’economia italiana sta attraversando; siamo sicuri che chiedere nuove tasse ad un operaio che guadagna 1.000 euro al mese sia il modo migliore per risanare i conti italiani, quando in generale la classe politica italiana guadagna in media 10.000 euro al mese?

(Nella foto striscione di protesta durante una manifestazione a Milano il 18 ottobre 2002)

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