venerdì 20 aprile 2007

EURO2012, strumentalizzazione o verità?

Oggi voglio introdurre lo scottante argomento di carattere prettamente sportivo ma che negli ultimi giorni, dal momento della sconfitta dell'Italia per l'organizzazione dell'Europeo 2012 di Calcio, sta infiammando la politica italiana.
Ebbene, nel marasma generale, tra accuse reciproche di partiti e ministri, cerchiamo di capire se e di chi, eventualmente, è la colpa di questa sconfitta del mondo sportivo italiano tutto, e perchè no, anche di quello economico, viste le ingenti entrate derivanti dall'organizzazione di un evento simile e così importante (ricordate Torino 2006?).
In questi giorni di grande delusione, non è sfuggita la grande amarezza, quasi fino alle lacrime, del Ministro per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive Giovanna Melandri, sicura fino al momento del verdetto, dell'assegnazione all'Italia dell'evento sportivo per antonomasia in Europa.
Immancabili e puntiali sono arrivate le illazioni di tutto il centro-destra, che ha gridato all'incapacità del Ministro e della pessima figura fatta all'estero; gli schieramenti al Governo hanno invece puntato il dito contro la speculazione mediatica ad opera dell'opposizione, colpevole, a loro dire, di strumentalizzare l'accaduto per fare propaganda.
Ma, come ho più volte detto, la verità e la ragione non stanno mai, o quasi, dalla stessa parte, e allora non ci resta che chiederci a cosa serva tutto questo.
Siamo sicuri che la colpa sia della Melandri, o di tutto lo schieramento che ci giuda?
Certamente è innagabile un totale disinteresse verso questa manifestazione, una sorta di menefreghismo che ha contagiato politici, media, giornali, tv e via discorrendo.
Innegabile però è che la sconfitta si radica nei problemi del calcio italiano, talmente malato da aver visto passare nell'ultimo anno i calcioscandali, i problemi relativi alla sicurezza negli stadi con la morte di Raciti prima e delle polemiche relative alla partita Roma-Manchester di Champions Leage dopo, fino ad arrivare all'imbarazzante arretratezza delle nostre strutture sportive, decenni indietro rispetto alle altre potenze del calcio europeo, Inghilterra e Germania su tutte.
Forse sarebbe necessario un mea culpa di coloro che dovevano vigilare e non l'hanno fatto, di coloro che doveva ben prima di questi fatti, porre rimedio a delle crepe evidenti e non l'hanno fatto.
La colpa della politica c'è, ma non è successiva alla sconfitta, è a monte, e coinvolge tutto il movimento calcistico italiano.
Che ci serva da lezione, perchè noi facciamo sempre all'italiana: curiamo dopo il disastro, senza preoccuparci di prevenire finchè si è in tempo.

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